Archivio per giugno, 2009

Per saperne di più…L’acquisizione di una L2 come sinergie di saperi, apprendimenti e metodi…Conclusione

Postati in Uncategorized su giugno 18, 2009 da alexvona

L’apprendimento secondo Hilgard può essere considerato come << quel processo intellettivo attraverso cui l’ndividuo acquisisce conoscenze sul mondo che ,successivamente, utilizza per strutturare e orientare il proprio comportamento in modo duraturo>>. Può essere il risultato di processi spontanei come nel caso del bambino o può essere veicolato attraverso un intervento esterno di insegnamento. Quando si parla di “stili di apprendimento” si f riferimento alle strategie che ogni persona mette in moto nel processo di apprendimento. Dunn et Dunn li efinisce come la memoria in cui l’apprendente inizia a concentrarsi su un informazione nuova e difficile.

Alcui teorici, come Woolfolk considerano complementari i concetti di stile di apprndimento e stile cognitivo, affermando che quest’ultimo è usato per lo più dagli psicologi e l’altro dai teorici della lingua.

Alcuni Modelli d’apprendimento

Il nostro cervello è diviso in 2 emisferi.  L’emisfero sinistro effettua tutte le operazioni di carattere analitico e razionale mentre quello destro presiede alla percezione olistica della realtà. Sperry elenc una serie di specializzazioni degli emisferi. Quello sx è razionale,analitico,logico e quello dx emotivo,creativo,immaginativo. Hermann elaborò un modello secondo il quale divise i due emisferi in 4 quadranti: Corticale sx e Limbico sx, Corticale dx e Limbico dx.

Altri modelli di Appredimento:

Knolb: Experimental Learning, basato sull’esperienza

Fealder-Silvermann Learning Style Model

VAK (visual-auditory Kinaesthetic).

 

Hanno trattato questo argomento: A.Vona, G. Asaro, C. Salamone, S.Ricotta, A.Caspanella , D. Cocco.

Altre informazioni si possono trovare nei loro blog i cui indirizzi sono sulla vostra destra.

A presto!

Video Communication

Postati in Uncategorized su giugno 15, 2009 da alexvona

Comunicazione

Postati in Uncategorized su giugno 15, 2009 da alexvona

Generalmente  si definisce Comunicazione il rapporto tra due o più persone. E’ importante che queste entità condividano lo stesso Codice. Il corpo della comunicazione è il Messaggio.

Il concetto di comunicazione comporta la presenza di un’interazione  tra soggetti diversi: si tratta in altri termini di una attività che presuppone un certo grado di cooperazione. Ogni processo comunicativo avviene in entrambe le direzioni e, secondo alcuni, non si può parlare di comunicazione là dove il flusso di segni e di informazioni sia unidirezionale. Se un soggetto può parlare a molti senza la necessità di ascoltare, siamo in presenza di una semplice Trasmissionje di segni o informazioni.

Nel processo comunicativo che vede coinvolti gli esseri umani ci troviamo così di fronte a due polarità: da un lato la comunicazione come atto di pura cooperazione, in cui due o più individui “costruiscono insieme” una realtà e una verità condivisa ; dall’altro la pura e semplice trasmissione, unidirezionale, senza possibilità di replica, nelle varianti dell’imbonimento televisivo o dei rapporti di caserma. Nel mezzo, naturalmente, vi sono le mille diverse occasioni comunicative che tutti viviamo ogni giorno, in famiglia, a scuola, in ufficio, in città.

Il concetto di feedback o retroazione, centrale nella cibernetica, ha un ruolo fondamentale nei processi comunicativi. Possiamo individuare nella qualità della retroazione, e nel modo in cui il feedback viene usato nel processo comunicativo, un segnale per una “buona comunicazione”. In tal caso si può dire che il significato di una comunicazione sta nel suo risultato – ed è indipendente quindi dalle intenzioni dei partecipanti.

IPERTESTO

Postati in Uncategorized su giugno 15, 2009 da alexvona

Nel 1945 Vannevar Bush (considerato i1 progenitore del concetto di ipertesto) propose
un sistema di immagazzinamento e accesso dell’informazione da lui denominato
“Memex” (Memory Extender). Il sistema non fu mai implementato, né era possibile
farlo con la tecnologia dell’epoca, benché Bush immaginasse un congegno futuribile
a base di apparecchiature microfilm collegate tra loro. Ma l’ idea teorica era chiara:
permettere su vasta scala e con accessibilità immediata ciò che Bush stesso chiama
“associative indexing” : “a provision whereby any item may be caused at will to select
immediately and automatically another”. Permettere cioè legami “trasversali” che
non seguono la struttura lineare del testo; o, ancora, permettere legami tra porzioni
di testo, veicolanti unità di informazione, di natura non lineare, ma la cui struttura
può essere determinata a piacere.
La caratteristica concettuale fondamentale dell’ipertesto è quella di rompere la
linearità del testo. Possiamo schematizzare la struttura del testo nel modo seguente.
Il testo è un’ organizzazione rigidamente unidimensionale e unidirezionale: è una
linea percorribile in una sola direzione (è questa caratteristica che, per brevità,
chiamiamo “linearità”, anche se andrebbe più correttamente detto
“unidimensionalità unidirezionale”: non si può leggere un testo all’ “indietro”). Ciò
avviene poiché il testo è non soltanto fondato (come è ovvio), ma anche modellato (e
ciò non è invece ovvio) sulla forma inerente del medium fondamentale della
comunicazione umana: il linguaggio verbale orale.

Sistemi ipermediali per l’apprendimento

Postati in Uncategorized su giugno 15, 2009 da alexvona

E’ utile considerare “Ipermedia” come un ibrido formato da due metà ben
rappresentate del nome stesso: la prima metà “iper-” proviene da “ipertesto”, un’
idea teorica non particolarmente nuova che però solo recenti sviluppi tecnologici
hanno permesso di implementare; la seconda metà, “-media”, proviene invece da
“multimedia”, che, al contrario della prima, non è un’ idea teorica, ma una
tecnologia molto recente basata sullo sviluppo dei calcolatori. E’ facile, come fanno
molti, farsi trascinare da questa combinazione terminologica e “sostanziarla” così da
considerare ipermedia la somma di ipertesto e multimedia (quando addirittura non si
consideri, come spesso accade anche in pubblicazioni che aspirano ad essere
scientifiche, di usare ipermedia semplicemente come sinonimo di multimedia o come
semplice variante di esso); di somma invece non si tratta, Ipermedia non è
semplicemente un Ipertesto cui sono stati aggiunti altri media, né un multimedia che
presenta legami ipertestuali. E’ qualcosa di più e insieme di specifico rispetto a queste
cose: l’ ibrido è una nuova specie, in cui le parti componenti non si sommano ma,
restando nella metafora, si moltiplicano.

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